Il trattato degli scacchi di don Pietro Carrera

Il trattato degli scacchi di don Pietro Carrera in “La Sicilia”, 20 ottobre 2017

di Santo Daniele Spina

Il trattato scacchistico di don Pietro Carrera, stampato nel 1617 per i tipi di Giovanni de’ Rossi da Trento, ha compiuto quattrocento anni e questo anniversario è stato celebrato degnamente a Militello Val Di Catania con una serie di manifestazioni che hanno avuto come fulcro il Museo San Nicolò diretto dalla prof.ssa Franca Barbanti.
In primo luogo nello scorso agosto è stata inaugurata la mostra “I libri stampati nella stamperia G.Rossi tra il 1617 e il 1650” in concomitanza con la decima edizione del premio “Memoria e futuro” dedicato alla memoria del prof. Sebastiano Di Fazio, la cui famiglia nel 2008 donò alla cittadinanza un esemplare del rarissimo trattato; a seguire si è svolta la simultanea di scacchi del maestro Fsi Gaetano Signorelli e infine in occasione della “Prima notte bianca della musica e della cultura” è stata tenuta dal sottoscritto – che ha curato l’introduzione della copia anastatica e pubblicato un saggio sui “partiti”del-sacerdote siciliano – una conferenza su “Il gioco de gli scacchi”.
Il trattato, nonostante alcune critiche di parte, fu subito molto ricercato e apprezzato anche all’estero: un libraio di Palermo vendette alcune copie a scacchisti francesi al prezzo di una doppia d’oro cadauna.
Nel secolo scorso n Mira lo giudicò “il migliore e il più completo trattato sugli scacchi”. Il”Gioco de gli scacchi”, diviso in otto libri; si apre conla dedica dell’autore a Don Francesco Branciforte;. essa fornisce la notizia che l’opera fu redatta nell’arco
di due anni. Segue un discorso erudito di padre don Giovanni Battista Cherubino sul nome e cognome dell’autore collegato mediante la cabala con il gioco degli scacchi. Chiude uno scritto del dotto Mario Tortelli, fine madrigàlista cortigiano, che esalta Militello (“Militum tellus”),là nobile famiglia Branciforte,la tipografia (“Stampa”) “procurata fin da’ Roma” ,la biblioteca (“Libreria”) e il Carrera, autore della “Pessopedia” in versi e degli “Epigramm~.
Il primo libro tratta l’origine degli scacchi e il suo simbolismo; l’argomentazione che in questo gioco non influisce in alcun modo la fortuna fu compendiata da un epigramma del Carrera divenuto oggi celebre: “Rex ego sum vester, cuncti mihi cedite ludi; Iin me vis sortis nulla, sed ingenium” (“lo sono il vostro re, o giochi di qualunque tipo inchinatevi al mio cospetto; in me è determinante non l’influenza della fortuna, ma intelligenza”). Infine chiude la lista dei giocatori di scacchi a cavallo tra Cinquecento e Seicento con special riguardo all’attività in Sicilia. Nel secondo libro il Carrera tratta del gioco secondo le regole usate in Sicilia. Definisce la scacchiera e i suoi elementi costitutivi, indica il nome e il numero dei pezzi di ciascun schieramento, la loro posizione di partenza, il movimento dei pezzi e dei pedoni. Il terzo libro riguarda la definizione di matto e ne illustra vari tipi, da quelli elementari ai più complessi, vale a dire i problemi “a condizione” in cui solo il pedone segnato, grazie alla giusta variante, in modo obbligatorio può dare lo scacco matto e non gli altri pezzi che invece lo potrebbero dare prima in modo più facile e diretto. Il quarto’ libro è dedicato alla consuetudine dell’invito chiamato anche “Due vale”, tramite cui si sfidava uno scacchista con una concordata somma di denaro in gioco; lo sfidato a sua volta poteva rilanciare la sfida con un ulteriore invito detto “il Tre Vale”. Poi l’autore enuncia le dodici regole di gioco usate in Sicilia e fornisce per lo scacchista una serie di precetti. di cui alcuni sorprendentemente attuali: astenersi dal mangiare troppo per mantenere alta la concentrazione; avere la mente libera e scevra da preoccupazioni; non nutrire speranza di vittoria grazie agli errori dell’avversario. Segue la trattazione del “vantaggio” considerato la bilancia del gioco che serve ad equilibrare la disparità di forza di due giocatori. Nel quinto libro il Carrera continua la disamina dei vantaggi con le relative aperture. Il sesto libro è dedicato alla teoria delle aperture. L’esiguo spazio dedicato dal trattati sta alla “Difesa Siciliana” induce a pensare che l’impianto all’epoca fosse “giovane” e che venisse sperimentato ancora occasionalmente, forse per uscire dalla vie troppo battute al fine di sorprendere l’avversario. Il trattatista fu anche al centro di una disputa teorica sul “Gambetto di Donna”, impianto di gioco di gran moda all’epoca. Questa controversia teorica rappresentò per il Salvio il secondo motivo per scrivere contro il Carrera che si difese sotto pseudonimo con la nota “Risposta di Valentino Vespaio”,Il sacerdote di Militello all’inizio del settimo libro perora la causa dei “partiti di sottilità” (una sorta di moderni problemi) e ne formula un personale “canone. Il Carrera utilizzò come fonte primaria un libretto bilingue (italiano-spagnolo) pubblicato nel 1512 dal Damiano, mentre dal trattato del Salvio ne trasse in minor misura altri “partiti”, quattro dello stesso trattatista napoletano; uno di Michele di Mauro, uno del “Beneventano”. Nell’ottavo e ultimo  libro il Carrera inizia con una serie di precetti “negativi” relativi a quei finali in cui i pezzi e pedoni non hanno la forza di vincere. Poi passa alla trattazione del gioco alla cieca e infine illustra un “gioco nuovo”, che oggi potremmo definire eterodosso, di sua invenzione che costituisce un potenziamento del tradizionale gioco degli scacchi: si gioca su una scacchiera di 80 caselle (10×8) con due nuovi pezzi il “campione” ed il “centauro”. I capitoli finali ripor-‘timo una dettagliata casistica in cui si denuncia il comportamento scorretto del giocatore nei confronti dell’avversario. L’intento è squisitamente precettistico e moraleggiante: si esortano gli scacchisti a compiere sempre azioni che diventino “grate a Dio” e ad evitare i peccati veniali e mortali.

 

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Interlinguismo culturale: leggiamo e scriviamo i geroglifici

Il corso PTOF,“ Interlinguismo culturale: leggiamo e scriviamo i geroglifici, aperto agli studenti e studentesse del biennio de liceo Statale “Archimede”, tenuto dal prof. Santo Daniele Spina, avrà inizio lunedì 27 novembre 2017 , nell’aula 029 al piano terra, dalle 14.15 alle 16.45.
Il corso di 25 ore totali, articolato in dieci lezioni (14.16-16.45), si svolgerà in orario pomeridiano, ogni lunedì, con cadenza settimanale secondo il calendario stabilito.

CALENDARIO

1ª lezione 27 novembre 2017 14.15-16.45
2ª lezione 4 dicembre 2017 14.15-16.45
3ª lezione 18 dicembre 2017 14.15-16.45
4ª lezione 15 gennaio 2018 14.15-16.45
5ª lezione 22 gennaio 2018 14.15-16.45
6ª lezione 29 gennaio 2018 14.15-16.45
7ª lezione 5 febbraio 2018 14.15-16.45
8ª lezione 12 febbraio 2018 14.15-16.45
9ª lezione 19 febbraio 2018 14.15-16.45
10ª lezione 26 febbraio 2018 14.15-16.45

 

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A 400 anni dalla pubblicazione de “Il gioco de gli scacchi” Don Pietro Carrera, il gioco degli scacchi e il suo tempo

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Archivio fotografico del 49° campionato italiano a squadre FSI, regione Sicilia, President Park Hotel, 26 marzo 2017

L’archivio del prof. Santo Daniele Spina è costituito dalle foto del quarto turno (26 marzo 2017, mattina) e del quinto (26 marzo 2017) in parte.

Giocatori: Agnello Giuseppe, Amato, Arnetta MT, Azzopardi, Barbagallo Franco, Battaglia Giuseppe, Bella Mario, Bifulco Michel, Bottini Paolo, Bottino Sebastiano, Calicchia Vincenzo, Cannella, Caponnetto A., Cassia, Cerami Giuseppe, Cino, Cocomero, Dagnino Marcello, D’Amico Filippo,  D’Arrigo Edaordo, D’Eredità Guliano, Di Marco, Di Mauro Giuseppe, Di Mauro Paolo, Di Prato Salvatore, Fabiano Giuseppe,  Ferrarello, Filetti, Finocchiaro Dante,  Finocchiaro Giuseppe, Franceschino L., Fresta Salvatore, Gigante, Giuffrida F., Granata Gregorio, Gresta,  Guttadauria Aldo, Inglese Guido, La Rosa, Leonardi Daniele, Li Vigni, Lombardo, Lupo, Madonia Giorgio, Marano Daniele, Marano Salvatore, Marturana, Meli, Mendola Giovanni, Mendola Simone, Montalto, Merendino Elda, Merendino Riccardo, Messina, Minniti, Montalto, Morello C., Natoli, Nicolosi Pietro, Nobile, Nobile Stefano, Oddo Salvatore, Pafumi Francesco, Paladino Antonio, Pappalardo Santo, Pellegrino Giuseppe, Polito Luca, Portoghese Francesco,  Risicato A., Ruggieri Oliviero, Russo Carmelo, Salvago V., Sammut Briffa, Sapuppo Francesco, Savalla Salvatore. Scavo Santo, Sgarito P., Signorelli, Tondo, Sposito Giovanni, Tirenna Francesco, Toscano Giuseppe, Tricoli, Verde Giuseppe, Vignoli M, et cetera.

Per ricevere le personali  foto scrivere a santodanielespina@gmail.com 

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Rinvio lezione “Gli scacchi a Catania alla fine dell’Ottocento”

La lezione “Gli scacchi a Catania alla fine dell’Ottocento” che il prof. Santo Daniele Spina doveva tenere il 7 dicembre alle ore 16.15 per l’Unitre di Catania è stata rinviata a causa delle condizioni avverse del tempo.

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“Leggiamo il linguaggio del corpo!”

Liceo Statale “Archimede”- Acireale

“Leggiamo il linguaggio del corpo!”
a cura del Prof. Santo Daniele Spina.

Anno scolastico 2016-17

CALENDARIO

1ª lezione 28 novembre 2016 14.30-16.30
2ª lezione 5 dicembre 2016 14.30-16.30
3ª lezione 12 dicembre 2016 14.30-16.30
4ª lezione 19 dicembre 2016 14.30-16.30
5ª lezione 9 gennaio 2017 14.30-16.30
6ª lezione 16 gennaio 2017 14.30-16.30
7ª lezione 23 gennaio 2017 14.30-16.30
8ª lezione 30 gennaio 2017 14.30-16.30
9ª lezione 6 febbraio 2017 14.30-16.30
10ª lezione 13 febbraio 2017 14.30-16.30

Acireale,. 26.11.2016

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Ricordo di Giuseppe Lanza

L’amico Giuseppe Lanza (Catania, 08.03.1947), dopo aver combattuto stoicamente da qualche anno contro un grave male, ci ha purtroppo lasciato ieri notte.  Signore gentile ed affabile, deliziava con le sue discussioni , a volte intrise di arguta ironia , chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Scacchista di 3ª nazionale, negli anni Sessanta, all’età di 13-14 anni, imparò il gioco da Paolo Marletta, suo vicino di casa. Nel 1964 frequentava a Catania la quinta classe del liceo scientifico ed era iscritto nella sezione B di  lingua tedesca, che in occasione dei suoi viaggi, data l’ottima formazione, non mancava efficacemente di sfoderare. Quell’anno  al Circolo Scacchistico «Paolo Boi», sito allora  in Via Puccini, ebbe l’occasione di conoscere Ignazio Clementi Landolina che soleva leggere il Bilguer, il simpatico Carmelo Nicolosi, l’avv. Mario Amato che prediligeva giocare col Nero difese di fianchetto in g6 o in b6, allora poco teorizzate, Franco Agresti e Guido Romano, un suo  compagno di classe.  Di tale sodalizio fu socio e segretario fino al 1965. L’anno successivo frequentò la sezione scacchi «Paolo Boi» del Dopolavoro Dipendenti Comunali, (1966). Nel 1971 , insieme al fratello Giampaolo, anch’egli appassionato scacchista, prese parte alla storica simultanea tenuta nel 1971 dal maestro internazionale Stefano Tatai nel salone del dott. Franco Spadaro. In trasferta fu promosso in 3ª nazionale al torneo di Bari (24 luglio-1 agosto). Per motivi professionali, quale zelante farmacista operante nelle strutture ospedaliere, fu costretto ad abbandonare l’attività scacchistica. Dopo il pensionamento riprese con fervore la sua antica passione, conquistando la seconda categoria nazionale ed ebbi modo di diventare suo amico soprattutto durante la frequenza del circolo scacchistico di Valverde, di cui amava ed apprezzava i tornei serali che gli davano la possibilità di praticare in un contesto di piacevolezza ed armonia il nobile gioco dei re.

Alla famiglia porgiamo le più sentite condoglianze.

Santo Daniele Spina

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