Problemi e problemisti catanesi in L’Italia Scacchistica, marzo 1995, p. 110.

Problemi e problemisti catanesi
 in L’Italia Scacchistica, marzo 1995, p. 110.
 
 Alla fine dell’Ottocento numerosi scacchisti catanesi parteciparono a gare soluzionistiche a premi indette da rubriche scacchistiche che trovarono generosa ospitalità in giornali locali a diffusione regionale. Del folto gruppo di appassionati solutori alcuni in particolare si misero in maggiore evidenza, poiché si dedicarono anche alla composizione di problemi, pubblicati tra il 1894 ed il 1899 su svariati periodici: Il Giornale di Sicilia, Il Corriere di Catania, il Sancio Panza, La Tarantola, il Ruy Lopez. I problemisti che più contribuirono alla diffusione del gioco degli scacchi a Catania, furono Angelo Ardizzone, Vespasiano Bettonie Galeno d’Azzoneri.
Angelo Ardizzone nacque a Catania il 14 marzo 1855 (vedi: Regno delle due Sicilie, Stato civile, atti di di nascita, Catania-VI circoscrizione, anno 1855, vol. 193, atto n. 73, presso l’Archivio di Stato di Catania). Di professione commerciante, fu, insieme a Giuseppe Cantelli ed a Gaetano Nicolosi, tra i soci che fondarono il sodalizio cittadino sul finire del 1895. Partecipò con molto entusiasmo, ma con poco successo, alla gara per corrispondenza a livello nazionale organizzata nel 1896 dall’Associazione Scacchistica Fanese. Pubblicò tra il 1896 ed il 1897 una modesta serie di problemi in 2, 3 e 4 mosse. Elemento molto attivo ed anima della Società scacchistica catanese, di cui ricoprì fino al 1898 la carica di segretario, ebbe il merito di far nascere nel marzo del 1899 sia sul Sancio Panza che su La Tarantola una colonna scacchistica.
Scomparve purtroppo prematuramente all’età di 44 anni: il 5 giugno 1899 morì improvvisamente a Genova rientrando da un viaggio a Londra. Fu una grave perdita per la vita scacchistica cittadina: non sembra infatti casuale che dopo la sua dipartita vennero meno le due rubriche curate da Galeno D’Azzoneri rispettivamente sul Sancio Panza e su La Tarantola.
Dal necrologio apparso su La Tarantola (n. 13, 11 giugno 1899): “Abbiamo appreso con vivo dolore la morte del nostro carissimo amico e compagno di Redazione Angelo Ardizzone. Padre di famiglia esemplare, amico sincero ed affezionato, lascia un lutto inenerrabile ed un vivo rimpianto nell’animo di quanti lo conobbero. Fu scacchista di non comune valore, e si cooperò indefessamente alla diffusione del nobile giuoco, fondando a Catania una Società scacchistica di cui era l’anima….”.

Molto frammentarie sono invece le notizie intorno a Vespasiano Bettoni. Giocatore a tavolino, si classificò in quarta posizione al primo torneo a premi svoltosi nel Circolo Scacchistico cittadino tra il febbraio e l’aprile del 1896. Anch’egli prese parte alla gara nazionale organizzata dall’Associazione Scacchistica Fanese e poi ripresa  e portata  a termine dall’Unione Scacchistica Italiana. Tra il 1894 ed il 1899 pubbllicò alcuni problemi di modesto livello, in 2, 3 e 4 mosse.

Infine non bisogna dimenticare  Galeno D’Azzoneri: nel 1899 egli curò contemporaneamente ben quattro rubriche scacchistiche: la prima sul Sancio Panza e la seconda su La Tarantola. Quali siano gli altri due periodici, presubilmente catanesi, nei quali teneva parimenti una colonna scacchistica è un problema finora del tutto aperto. 

A metà degli Anni Venti nell’ambito della provincia si distinse Gioacchino Fichera Vigo di Acireale. Socio della Lega Problemistica Italiana, partecipò nel periodo 1925-26 alle gare soluzionistiche bandite da L’Italia Scacchistica. Pubblicò nel corso del 1926 una esigua serie di problemi in 2 mosse di modesto valore.

Negli Anni Trenta si mise in luce un problemista di origine palermitana: Giuseppe La Duca (Palermo 19.2.1881-Catania 02.12.1965). Maestro di musica. La sua giovanile attività scacchistica si svolse nel periodo 1908-1916 a Palermo, la città nativa. Poi si trasferì in modo definitivo a Catania. Nel 1921 contribuì alla ricostituzione del sodalizio etneo di cui ricoprì nel 1934 la carica di vicepresidente e nel 1959 quella di presidente. Giocatore a tavolino di prima categoria, si distinse a livello nazionale ed internazionale come problemista, prediligendo sopratutto la composizione dei tre e più mosse, con lo scopo di ottenere una grande difficoltà di soluzione. Nell’arco della sua carriera compose 160 problemi e fu fregiato di numerosi premi.

Infine ricordiamo un problemista catanese trapiantato ormai da tempo ad Acqui Terme (AL), ma che non ha mai dimenticato Catania, la sua città nativa in cui anno per anno suole svernare per alcuni mesi: Santi Pirrone (Catania 11.07.1920), Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione. Nel 1935 entrò per la prima volta in contatto con l’ambiente scacchistico catanese frequentando il Caffè Fiorito e poi, a partire dal 1937, il Caffè Lo Po. Conquistò la prima categoria classificandosi 2° al torneo provinciale e 1° al campionato zonale svoltisi a Catania nell’estate del 1939. Nel maggio del 1948 a Firenze nel campionato italiano assoluto assoluto ottenne la promozione ad "aspirante maestro".

Nel 1955 si trasferì definitivamente ad Acqui Terme ove attualmente risede. Abbandonato il gioco a tavolino per motivi professionali, nella seconda metà degli Anni Cinquanta grazie all’incoraggiamento dell’amico Umberto Castellari, direttore de Il Due Mosse, si accostò alla problemistica mostrando subito una spiccata attitudine per la composizione. La costante ricerca dell’originalità lo ha portato ad inventare un tema del due mosse che porta il suo nome (cfr. Europe Echecs 1962). Ha prodotto finora circa 280 problemi di alto livello, la maggior parte diretti in 2 e 3 mosse ed aiutomatti, di cui circa i due terzi premiati (25 primi premi).

 
 
 

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