Gli scacchi a Catania alla fine dell’Ottocento, Catania 1996. PRESENTAZIONE di Alessandro Sanvito

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PRESENTAZIONE

Il dottor Adriano Chicco, uno dei più grandi studiosi di storia degli scacchi del suo tempo, scomparve alla fine di agosto del 1990 con il desiderio che altri ricercatori italiani potessero continuare la sua straordinaria opera che egli per lunghi anni percorse in un cammino spesso solitario.

Io, che sicuramente non sono stato il suo miglior allievo, ma certamente il più benvoluto, e ancor oggi mi sfugge il significato di questa particolare predilezione,  a commento del mio volumetto scritto per ricordare la sua attività scacchistica, conclusi con "Possedeva il dono dell’insegnamento e proprio questo chiederà ai suoi allievi: di far scoprire ai più giovani le gioie e i tormenti della vita intellettuale, lo studio come passione, il conoscere come straordinaria avventura".

E negli anni successivi alla sua morte ho potuto constatare che il suo desiderio sta per avverarsi: ho conosciuto ricercatori italiani, giovani e meno giovani – e sono molto più di quanto si possa immaginare – che hanno raccolto il suo testimone continuando la sua opera.

Fra questi – giovani – ho avuto occasione di conoscere, sia pur solo epistolarmente, Santo Spina ed è per questa ragione che ho trovato opportuno presentare la sua "prima importante opera" Gli Scacchi a Catania alla fine dell’Ottocento, perché gli scacchi sono uno aspetto della vita umana universalmente diffusi, di natura complessa perché vi contribuiscono elementi molteplici e variabili a seconda dell’età e delle condizioni di civiltà e di cultura di un popolo.

L’autore coglie, infatti, nell’attività scacchistica del tardo Ottocento nella città etnea, il significato culturale che lo sottintende: è semplicemente il background della Sicilia – che conobbe gli scacchi assai prima di tutte le altre regioni d’Italia – invisibile ed impalpabile della feconda anima del Sud.

Può sembrare che l’apprezzato studio di Santo Spina che, per accuratezza ed attenzione alle fonti, evidenzia l’estrazione accademica, sia solo uno "spaccato" di costume culturale di un frammento – Catania – di vita scacchistica nazionale, ma così non è perché rivalutando questo spaccato per salvarlo dalle insidie dell’oblio ne si tramanda la memoria ai posteri e con altri "spaccati" di questo tipo si costruisce un quadro unitario che senza retorica e senza inutili discriminazioni, è pur sempre dell’italica gente, anche nel mondo degli scacchi.

Il piccolo mondo dei ricercatori italiani pone nei giovani fiducia e cerca continuità: a Santo Spina l’augurio che questa monografia sia la prima di una lunga serie.

 

                                                                                                               Alessandro Sanvito

                                                                                                               Storico degli scacchi

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