Scacchisti in terra di Sicilia

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Gregorio Granata

da http://www.cci-italia.it/let/rub61.htm
    (Scacchisti in terra di Sicilia). Ne avevo accennato in precedenti pagine, con meraviglia e interesse. Era il 15 novembre del 2005 e la segnalazione, piena di un non nascosto entusiasmo, era apparsa tra le riflessioni di un mio “appunto” dal titolo “Una benemerita iniziativa”, leggibile al N. 97 di questa rubrica.
    Il Maestro per corrispondenza e storico degli scacchi Santo Daniele Spina, responsabile dell’Archivio Storico del Comitato Scacchistico Siciliano, aveva, allora, da poco pubblicato sull’autorevole rivista “Scacchi e Scienze Applicate” (fascicolo 24 [2004], Venezia, maggio 2005, pp. 24-69) il suo poderoso “Indice bio-bibliografico degli scacchisti attivi in Sicilia (1500 -1959)”.
    Una pagina del passato unica nel suo genere che documentava, dalle prime fonti scritte a stampa e sino al 1959, nel modo più attento possibile e dopo anni di un paziente lavoro di ricerca svolta – come dichiara l’Autore con sincera testimonianza – «con acribia», l’attività scacchistica nell’ambito geografico della Sicilia e prescindendo dal luogo di nascita dello scacchista. Nell’introduzione il professor Spina, che è anche specializzato in archeologia, incantato collezionista e cultore di libri antichi non solo scacchistici, collaboratore della prestigiosa associazione “Ken Whyld Association” (KWA) con sede ad Amsterdam, si augurava che il suo “contributo nel futuro potrà essere ampliato cronologicamente”. E così è diligentemente avvenuto.
    Dopo aver dato alle stampe sulla stessa rivista veneziana (fascicolo 25, 2005, ma giugno 2006, pp. 36-55) un primo aggiornamento cronologico dell’Indice, per arrivare al 1969 e una seconda appendice sino al 1974 (fasc. 26, 2006, ma ottobre 2007, pp. 47-100), a distanza di quasi un anno, pubblica ora, in un unico corpus totalmente ricomposto e in un’edizione privata e stampata in proprio, l’attesa completa edizione dell’«Indice bio-bibliografico degli scacchisti attivi in Sicilia dal 1550 al 1970» (Catania, 2007, pp. 141) . Ciascuna voce schematicamente, come nei precedenti allestimenti, si compone oltre del cognome e nome in ordine alfabetico, del luogo e data di nascita, luogo e data di morte; localizzazione dell’attività scacchistica e relativa cronologia; sintetiche notizie sullo scacchista come giocatore a tavolino, per corrispondenza, problemista, solutore di problemi, collaboratore di riviste scacchistiche, redattore di rubriche, cariche ricoperte presso il circolo d’appartenenza, tesseramento all’Unione Scacchistica Italiana o alla Federazione Scacchistica Italiana o ancora all’Associazione Scacchistica Italiana Giocatori per Corrispondenza. Per ultimo, sempre per ciascuna voce, è stata predisposta una puntuale sitografia e una cospicua bibliografia di riferimento, in ordine cronologico, puntualmente ricontrollata all’attività scacchistica documentata sino al 1970. Una data, rispetto alle ricerche già effettuate relative ad anni posteriori, che è una scelta soggettiva dell’Autore e legata al progetto di quattro future edizioni, una ogni due anni, aggiornate di cinque anni in cinque anni, che completeranno l’opera sino ai nostri giorni.
    Rispetto alle tre precedenti pubblicazioni il volume si è ora arricchito di nomi e di mole. Tutti i dati bio-bibliografici, apparsi separatamente, sono stati tutti pazientemente riveduti, notevolmente ampliati, riuniti e ricomposti in ordine strettamente alfabetico. Basta qui ricordare che le quarantasei pagine iniziali del suo primo Indice sono divenute, adesso, ben centotoquarantuno e gli scacchisti attivi in Sicilia presenti più di mille! Nessun nome, al momento, sembra più sfuggire al certosino elenco, almeno dal 1500, e cioè dagli albori degli scacchi “moderni”, sino all’anno 1970 compreso. E la circostanza più sorprendente è quella di trovare nella lista non solo nominativi di scacchisti famosi, iniziando da Paolo Boi detto “il Siracusano” (Siracusa, 1528/1529? – Napoli, 1598), dall’ecclesiastico don Pietro Carrera (Militello nella Valle di Noto, 12.07.1573 – Messina, 18.09.1647), dai primi noti giocatori catanesi a tavolino dei secoli XVI-XVII Scipione Porzio e Orazio Paternò principe di Biscari, per arrivare al magistrato e noto problemista Santi Pirrone (Catania, 11.07.1920 – Acqui Terme, 12.06. 2006), ma anche anonimi giocatori per il solo fatto, magari, di aver iniziato e mai concluso appena un torneo per corrispondenza. Insieme a loro i grandi maestri anche stranieri, come il russo Evfim Dmitrtrjevic Bogoljubov, per la circostanza di aver tenuto una simultanea in una città siciliana (al “Circolo Artistico” di Catania, il 12 aprile 1933, con il risultato di +8 =2 -1). Spiccano, inoltre, tra i cultori del nobile gioco, personalità di rilievo della storia politica e culturale della Sicilia, di illustri letterati, quali, ad esempio, Mario Rapisardi e Edoardo Boner che amabilmente si incontravano e giocavano nella bella abitazione natia del primo tra “l’Etna e il mare”, a Catania. Una casa cara ai catanesi, sita al “Borgo”, contrassegnata dalla rapita marmorea iscrizione “da cui si gode la vista dell’Etna maestoso e dell’immensa distesa azzurra dell’Jonio che si infrange spumeggiante contro la scogliera lavica di Aci Castello”. Ancora il poco noto e riservato poeta Arcangelo Blandini e lo scrittore, grande appassionato e instancabile giocatore “rinsavito”, come lui stesso si definì ricordando la tragica fine di Paul Morphy, Gesualdo Bufalino. Un autore, quest’ultimo, che ci ha lasciato memorabili romanzi sia con riferimenti agli scacchi, sia a soggetto scacchistico, come “Diceria dell’untore”, “Le menzogne della notte” e lo straordinario romanzo incompiuto, pubblicato postumo grazie all’ammirevole cura del professor Nunzio Zago, “Shah Mat. L’ultima partita di Capablanca” di cui abbiamo più volte accennato. Inoltre non mancano, tra gli scacchisti, famosi scienziati come Ettore Majorana, valenti musicisti quali Marcello Buogo e Aldo Clementi. Quest’ultimo, recentemente e come riportato da alcuni organi di informazione, ha festeggiato a Venezia i suoi ottanta anni in modo originale, inserendo nella manifestazione musicale in suo onore, con opere di Luciano Berio, François André Philidor, John Cage, Elliott Carter, una vera partita a scacchi contro il Maestro Antonio Rosino. Un modo per ricordare, ancora una volta e a tutti, il “forte legame tra la magia della musica e il fascino degli scacchi”.
    Si recuperano nell’opera, insieme ai personaggi e oltre i dati prettamente scacchistici, pure gustose curiosità e sorprendenti ritrovamenti. Così come scoprire che il cav. Salvatore Alessi (Catania 5.04.1846 – 15.10.1915) giocava a scacchi per corrispondenza con un avversario che risiedeva presso la famosa ducea di Nelson a Maniace, distante una cinquantina di chilometri dal capoluogo etneo, in un modo assai singolare. Vale a dire utilizzando per la trasmissione delle mosse non i servizi postali ma piccioni viaggiatori assestati in un piano della caratteristica “Torre Alessi” di sua proprietà nel centro di Catania. Un elevato e orientaleggiante raffinato manufatto, per inciso, costruito su progetto dall’architetto milanese Carlo Sada che, unitamente a tante cose belle della città, è scomparso, con il suo verde aranceto, per lasciare posto a moderni e osceni edifici. Per ultimo la felice e recente scoperta del libro di scacchi “Regole elementari sul gioco degli scacchi e proposta di riforma per Antonino Sciuti” (Catania, Tipografia Eugenio Coco, 1879, pp. 28). Uno sconosciuto e raro, finora unico, volumetto scritto dall’emblematico scacchista catanese, quasi casualmente venuto alla luce e scoperto da Santo Spina che ne ha presentato, nel giugno del 2000, una accurata ristampa anastatica.
    L’impegnativo lavoro dell’Indice è stato presentato nel pomeriggio del 27 aprile 2008, nei locali del “Centro Giovani” di Nicolosi al termine del “1° Festival Internazionale «Scacchi sotto il Vulcano»” e in occasione della premiazione dello stesso torneo. Filippo Sileci, presidente del Comitato regionale scacchistico, ha introdotto l’autore a un pubblico, attento e numeroso, accorso alla manifestazione prescindendo dall’aver preso parte alla gara scacchistica. Spina ha poi illustrato, con appropriate parole e con la garbatezza dello studioso di talento, il significato della sua ricerca augurandosi, per ultimo, che “simili iniziative possano essere estese anche per altre città o regioni d’Italia per il progresso degli studi scientifici relativi alla nostra storia scacchistica nazionale”.
    Un’opera veramente straordinaria, di grande impegno e fatica che auspichiamo, in un prossimo futuro e come è nei piani di lavoro dell’Autore, ampliata cronologicamente, sino ad arrivare ai nostri giorni. Non solo nell’egoistico desiderio di trovare nomi ancora a noi più cari e vicini ma, piuttosto, perché non sia interrotto un fruttuoso cammino coraggiosamente intrapreso.
    Un volume utilissimo, aggiungo, da tenere sempre a portata di mano, perfino per una rapida consultazione o per appagare solamente una curiosità, che consiglio vivamente a tutti e non solo ai lettori appassionati di storia degli scacchi e agli studiosi specialisti. L’«Indice bio-bibliografico degli scacchisti attivi in Sicilia dal 1550 al 1970», infatti, oltre a colmare una grave lacuna, pur ristretta in un limitato ambito territoriale, costituisce il primo e superbo esempio di un’indagine di storia scacchistica esemplare, utile e avvincente che desidereremmo, come peraltro sommessamente suggerito da Spina, presa a modello per conoscere altre realtà geografiche.
    Il libro stampato con cura con un contributo del Comitato Scacchistico Siciliano, in tiratura limitata, e in un nitido formato A4 per due colonne, può essere richiesto scrivendo all’indirizzo dell’autore in via Etnea 25, 95028 Valverde (CT), Italia, oppure inviando una mail nella sua casella di posta «santospina@tiscalinet.it».
     (27. IV. 2008)

Gregorio Granata

 
 
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