Il misterioso disco di Festos, un enigma ancora da risolvere

Il misterioso disco di Festos, un enigma ancora da risolvere
in  “La Sicilia”, n. 217, 7 agosto 2008, p. 34.

Nel mese di luglio di cento anni fa Luigi Pernier, un archeologo membro della missione italiana guidata dal prof. Federico Halbherr, scoprì in una fossetta presso il vano 86 della zona nord-est del palazzo di Festos un enigmatico disco fittile di circa sedici centimetri di diametro con 241 segni pittografici impressi a stampo, 123 sulla faccia anteriore e 119 sulla posteriore, tutti disposti da destra verso sinistra entro una spirale e divisi in gruppi da tratti trasversali. Collocato cronologicamente intorno al 1700 a.C., dal giorno della sua scoperta il disco ancora ha mantenuto fino ad oggi il fascino del suo mistero. Infatti i suoi quarantacinque segni di diverso tipo, variamente combinati tra di loro, hanno resistito ad ogni tentativo di decifrazione, nell’ipotesi che si tratti di un testo redatto in una primitiva scrittura sillabica cretese o di area egea (un inno?, un elenco di nomi?). Altri studiosi hanno invece pensato che i segni siano dati numerici riferibili ad un calendario per calcolare la durata dell’anno solare su un ciclo di 128 anni. Dunque il disco di Festòs da un punto di vista scientifico costituisce un problema ancora aperto e affascinante.

Prof. Santo Spina

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