Archeologia subacquea a Catania

Archeologia subacquea a Catania

in Gazzettino di Giarre, n. 24, 24 giugno 2000, p. 10.

 

A Catania nel mese di maggio inizierà nell’ambito del Progetto EDA Socrates «A-Mare» un corso di Archeologia Subacquea, il cui numero massimo dei corsisti ammonta a quaranta, di cui dieci in possesso di brevetto di immersione con autorespiratore ad aria. Il corso gratuito è rivolto a Laureati in Lettere classiche o in Conservazione dei Beni Cultuali, in Architettura, a geometri, fotografi, cineoperatori, esperti informatici con particolare riguardo alla gestione di programmi CAD, operatori subacquei, disegnatori. Entro il 20 aprile dovranno pervenire le domande d’iscrizione presso la segreteria della Scuola media Statale «A. Manzoni» (via Plebiscito 784, Catania) sotto la direzione della preside Zina Bianca.

Il corso è articolato in una serie di lezioni teoriche rivolte alla conoscenza della metodologia della ricerca archeologica subacquea (tecniche di ricognizione e scavo, metodi classificazione e di documentazione di materiali archeologici, etc..). Seguirà un’attività pratica di ricognizione archeologia subacquea in mare (15 giorni circa) in siti di rilevante interesse della costa catanese.

Le lezioni saranno tenute dal professore Edoardo Tortorici, docente della Facoltà di Lettere dell’Università di Catania. Lo studioso ha dichiarato che «la Cattedra di Topografia Antica sin dal 1992 ha svolto nella città etnea attività di ricerca nel campo dell’archeologia subacquea, con particolare riferimento, dal punto di vista geografico, alla costa orientale siciliana e al litorale catanese, che hanno un posto di rilievo per i ritrovamenti archeologici e per l’interesse scientifico, già dagli anni Sessanta. Le ricerche sono state volte all’approfondimento degli aspetti topografici (localizzazione e studio del problema dei porti greci e romani, individuazione dei relitti, localizzazione e documentazione dei materiali archeologici sommersi) e metodologici della disciplina (metodi e tecniche di rilevamento grafico e fotografico subacqueo, trasferimento dei dati su supporti informatici)». Tra i principali risultati ad oggi conseguiti il prof. Tortorici ricorda che «le ricognizioni topografiche subacquee di Capo Mulini (Acireale) hanno portato non solo alla localizzazione di un antico approdo in uso dal VI secolo a.C., fino ai nostri giorni, ma anche hanno permesso di documentare numeroso materiale sommerso (ancore di pietra, frammenti di anfore), che testimoniano una particolare fioritura nella frequentazione dell’approdo in età tardo imperiale».

Santo Spina

Foto (Emilio Lucifora)

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