Una bambina prodigio dimenticata

 

in La Sicilia, n. 241, 1 settembre 2004, p. 30

 

Alla fine di agosto del 1888 la cronaca locale annunziava l’imminente arrivo a  Catania  di una “bambina prodigio”.  Infatti Santina,  una simpatica ragazzina di appena nove anni, era una bravissima mandonilista che aveva già riscosso un grande successo di pubblico in numerose città della Sicilia, tra cui ultime Palermo e Agrigento. Lei, precoce artista di talento, sapeva trarre dallo strumento note deliziose e ricche di sentimento: al teatro «S. Cecilia» di Palermo fu premiata con una medaglia d’oro. Il dono che la natura le aveva concesso si rivelò provvidenziale: infatti, così piccola, aveva sulle spalle il peso della propria  famiglia, poiché suo padre era divenuto cieco. Il cognome di Santina, di cui altro purtroppo  non c’è dato sapere, fu riportato con due diverse grafie che richiamano alla memoria un interessante dibattito filologico affrontato recentemente su «La Sicilia» e ormai felicemente risolto:  sull’«Unione» il cognome paterno venne trascritto «Plaja», invece su «il Corriere di Catania» fu preferita, come ai giorni nostri, la forma italianizzata  «Plaia».

Prof. Santo Spina

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